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Fondi in gestione ai confidi

At a glance

  • Contributi in gestione ai confidi per fondi rischi a favore di PMI e professionisti
  • Prima tranche: 225 milioni di euro assegnati nel 2017, con possibile proroga fino al 2032
  • Garanzie agevolate e finanziamenti diretti entro limiti "de minimis" europei
  • Richiesta proroga dal 1° gennaio 2026 entro 60 giorni da scadenza gestione
  • Registrazione obbligatoria aiuti nel Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA)

Cos'è

In attuazione dell'articolo 1, comma 54, della legge 147/2013, il Ministero assegna contributi in gestione ai confidi per la costituzione di fondi rischi, utilizzati per la concessione di garanzie e finanziamenti agevolati alle piccole e medie imprese e ai professionisti. Il programma è articolato in più tranches: una prima tranche di 225 milioni di euro assegnata con decreto del 3 gennaio 2017, risorse residuate assegnate con decreto del 7 aprile 2021, e successivamente la possibilità di erogare credito agevolato secondo le modalità del decreto del 9 dicembre 2022.

A chi si rivolge

I soggetti beneficiari sono i confidi (consorzi di garanzia collettiva fidi) che risultano iscritti all'albo degli intermediari finanziari di cui all'art. 106 TUB o nell'elenco di cui all'art. 112 TUB, nel pieno esercizio dei propri diritti e non sottoposti a procedure concorsuali. Le garanzie e i finanziamenti agevolati sono destinati alle piccole e medie imprese e ai professionisti.

Come funziona

I confidi utilizzano i contributi assegnati per costituire fondi rischi dedicati alla concessione di garanzie agevolate e, a partire dal dicembre 2022, anche finanziamenti diretti agevolati. Le agevolazioni sono concesse entro i limiti dei Regolamenti "de minimis" europei applicabili. Per le garanzie si applica il Metodo nazionale di calcolo dell'elemento di aiuto (Aiuto di Stato N 182/2010). Per i finanziamenti diretti si utilizza la metodologia della Comunicazione CE (2008/C 14/02) per il calcolo dell'equivalente sovvenzione lordo (ESL). L'efficacia delle agevolazioni è subordinata alla registrazione nel Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA) o negli equivalenti registri per settore agricolo (SIAN) e pesca (SIPA).

Come presentare la domanda

I confidi che desiderano ottenere la proroga della gestione del contributo del 3 gennaio 2017, decorso il termine di scadenza di sette anni, devono presentare istanza di proroga al Ministero a partire dal 1° gennaio 2026 ed entro 60 giorni dalla scadenza del termine di gestione, pena inammissibilità. La richiesta deve essere trasmessa tramite la piattaforma informatica https://attuazione.dgiai.gov.it/ (sezione "Attuazione Misure"), utilizzando lo schema allegato (Allegato 1) e la guida fornita. I confidi che non presentano istanza di proroga nei termini o che ricevono diniego devono procedere alla restituzione del contributo secondo le modalità e i termini indicati nel decreto direttoriale n. 3458 del 22 dicembre 2025.

A chi si rivolge

Possono richiedere la proroga i confidi che: hanno ottenuto il contributo DM 3 gennaio 2017; alla scadenza del termine di gestione abbiano conseguito un indicatore pari o superiore a 2 (rapporto tra il totale delle garanzie concesse su finanziamenti erogati a valere sul fondo rischi e l'importo del contributo); risultino iscritti all'albo degli intermediari finanziari di cui all'art. 106 TUB o nell'elenco di cui all'art. 112 TUB; siano nel pieno esercizio dei propri diritti e non si trovino in stato di scioglimento, liquidazione o sottoposti a procedure concorsuali.

Come presentare la domanda

La richiesta di proroga deve essere presentata al Ministero a partire dal 1° gennaio 2026 ed entro 60 giorni dalla scadenza del termine di gestione, tramite la piattaforma informatica https://attuazione.dgiai.gov.it/ - sezione "Attuazione Misure". Il modulo completo degli allegati richiesti deve essere trasmesso secondo le modalità indicate nella guida alla presentazione dell'istanza di proroga. Allegati necessari: Allegato 1 e Modelli utili alla richiesta delle informazioni antimafia (per verifiche antimafia). Il Ministero effettua verifiche previste dal Codice antimafia e accerta la regolarità contributiva attraverso il DURC.